GRAZIE GIORGIO!

CHIOGGIA (07/02/2010) E’ venuto a mancare all’età di 69 anni il giornalista Giorgio Bosolo, insegnante, scrittore e giornalista del “Gazzettino”. “Testimone che non ha mai lasciato vincere la sua naturale ritrosia sulla curiosità, sulla passione del sapere. Letti in filigrana adesso i suoi testi rendono vivi i decenni nei quali ha vissuto. Pochi corrispondenti hanno saputo fare in questa Regione come lui. Giorgio ha accompagnato me, come tanti cronisti di questo giornale, fin sulla soglia di molti fatti, storie, eventi, tragedie. Per poi “venirci a riprendere” una volta finito il lavoro.” Così lo ricorda il collega Adriano Favero nelle pagine de “Il Gazzettino” di oggi. Giorgio fu tra i primi a sollevare la questione dell’inadeguatezza del trasporto urbano dopo la riorganizzazione, raccogliendo i pareri degli utenti e costruendo riflessioni sui disagi riscontrati. Di seguito si riportano i suoi “contributi” principali in tema di trasporti risalenti a pochi mesi or sono, durante la fine della sua carriera giornalistica.

Bus navetta, niente coincidenze
Mercoledì 14 Gennaio 2009, Chioggia
Nel dizionario di chi organizza il trasporto urbano di Chioggia deve probabilmente mancare la voce “coincidenza”. Dalla scorsa estate il centro urbano viene attraversato solo dai mezzi, autobus bianchi, che recano la scritta “Navetta del Lusenzo”. Il loro percorso, oltre l’attraversamento del centro storico si attesta ai parcheggi scambiatori di borgo san Giovanni e all’Isola dell’Unione. Qui, se uno deve proseguire, si cambia. All’Isola dell’Unione, dov’è il capolinea, di solito c’è il mezzo da prendere, ma si deve aspettare di solito una decina di minuti prima di vederlo partire. Dall’altra parte, in via Granatieri di Sardegna, si smonta dalla navetta e si vede di solito, un centinaio di metri più avanti l’altro bus, quello giallo, che se ne va. “Perché – si domandano i passeggeri, soprattutto gli anziani – non si aspettano? Sono forse di ditte concorrenti, che non si possono mettere d’accordo?”
Il primo effetto delle mancate coincidenze è il tempo di percorrenza, spesso sproporzionato. Per raggiungere dal centro di Chioggia, fermata davanti alla sede della Carive, l’ospedale, in tutto poco più di tre chilometri, ci vogliono venti minuti di orologio. Questo nei giorni feriali e al mattino presto con poco traffico. La domenica, quando la frequenza delle corse passa da venti a quaranta minuti, si sa quando si parte ma non quando si arriva. Paradossalmente, ma senza discostarsi molto dalla realtà, qualcuno sostiene che chi parte da Sottomarina diretto a Chioggia può arrivare dopo di uno che dalla stessa fermata abbia preso il pullman per Venezia nonostante il traffico della Romea!
L’attuale soluzione del trasporto urbano, annunciata come sperimentale, pare soddisfi l’Amministrazione comunale che appare intenzionata a mantenerla ma non l’utenza, che non ha trovato fin qui motivi per rinunciare, chi ce l’ha, al mezzo privato per privilegiare quello pubblico. Proprio l’opposto di quello che dovrebbe accadere se, come più volte annunciato, l’Amministrazione comunale intende, una volta liberato il centro dai cantieri per le opere pubbliche che lo stanno tormentando passare dalle parole ai fatti realizzando nel centro di Chioggia la zona a traffico limitato integrale.
G.B.

Bus dei pendolari, il caos non è finito

Le modifiche sperimentali ai percorsi da Venezia e Padova bocciate dai lavoratori. In andata e ritorno le fermate non coincidono. Gibbin: “Difficile dialogare con questa giunta”.

CHIOGGIA (7 giugno 2009)

Le modifiche introdotte da qualche giorno in via sperimentale alle corse extraurbane non avrebbero risolto nessuno dei problemi riemersi, come già negli anni scorsi, già col primo week-end diu giugno. “Al contrario – sostengono Gianni Gibbin, coordinatore del comitato pendolari, ed Elisabetta Spanio, che lavora a Padova e quindi utilizza i mezzi della Sita – la situazione è peggiorata”.

“Si è allungato il tempo di percorrenza delle corse di rientro – sottolineano i due pendolari -. Per ritornare a casa si impiegano mediamente dieci minuti più di prima. Ma c’è anche un secondo inconveniente: non coincidono più le fermate di imbarco e quelle di sbarco. Questo obbliga molti colleghi che per arrivare alla fermata utilizzano bici o motorini ad una passeggiata supplementare per raggiungere il proprio mezzo”.Le corse in uscita, seguendo l’identico percorso di prima, finiscono nei fine settimana nel serpentone del traffico turistico che, dalle prime ore del pomeriggio, comincia ad uscire da Sottomarina per imbottigliarsi sulla Romea, i mezzi pubblici hanno impiegato da un’ora ad un’iora e mezza con evidenti problemi per quei lavoratori, i turnisti, che non sono riusciti ad arrivare puntuali sul posto di lavoro. Un inconveniente che è destinato a ripetersi in condizioni di tempo buono e di grosso afflusso alla spiaggia già da quest’oggi, senza contare l’allungamento del tempo di percorrenza per le corse di ritorno verso Chioggia. Gianni Gibbin rilancia una richiesta che il comitato pendolari ha fin qui avanzato invano: “Serve una corsia preferenziale per i mezzi del trasporto pubblico che consenta di rispettare gli orari di percorrenza”. Gibbin parla anche di un’altra possibilità che l’amministrazione Guarnieri aveva predisposto: quella della fermata ai Saloni, che però è stata bocciata dalla giunta Tiozzo.
“Con questa giunta è difficile dialogare – sostiene Gibbin -. Come comitato ho più volte chiesto di incontrare l’assessore delegato ai trasporti, Gian Paolo Convento, ma finora non sono nemmeno riuscito a parlargli al telefono”.

Giorgio Boscolo


GRAZIE GIORGIO!ultima modifica: 2010-02-07T23:11:09+00:00da bus-chioggia
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